La vitiligine

La vitiligine è una dermatosi cutanea che colpisce l'1% di persone in Italia, non è infettiva ne contagiosa. Si caratterizza per la presenza di chiazze cutanee bianche dovute alla perdita della melanina per colpa di un processo autoimmune. Conosciuta da millenni, la vitiligine, solo in questi ultimi anni ha il suo corretto approccio terapeutico.

epidemiologia insorgenza e familiarità della vitiligine

Anche secondo nostri studi, il 36% dei casi di vitiligine insorge prima dei 15 anni di età, i restanti casi si distribuiscono uniformemente nelle decadi successive e non è raro vedere una prima chiazza anche a settant'anni.
Da alcuni ricercatori, la vitiligine, viene considerata una malattia genetica, tuttavia gli studi non ne hanno mai trovato una prova certa. E' possibile trovare un parente affetto nei primi due gradi di familiarità solo nel 30% dei casi, nel restante 70% dei pazienti non esiste parente affetto da vitiligine. E' tuttavia vero che esistono famiglie con una costante presenza di vitiligine a ogni generazione, sono tuttavia condizioni molto rare (in venti anni ne abbiamo incontrate 3 di questi nuclei familiari su oltre 18.000 pazienti visitati). Non è ancora chiaro se la vitiligine abbia o meno un andamento stagionale, spesso infatti pazienti riferiscono insorgenza o peggioramento della vitiligine durante la stagione primaverile. La stagionalità dei peggioramenti sono un elemento molto comune nelle altre malattie autoimmuni come il diabete o la sclerosi multipla che per fortuna non si associano frequentemente alla vitiligine.
La vitiligine non comporta altre alterazioni della salute o del fisico ed è dunque del tutto ininfluente sulla salute fisica del paziente, anche se vengono riconosciuti difetti a carico della melanina presente anche in altri organi come la retina o la coclea (orecchio), questi non comportano mai difetti reali della funzione dell'organo in questione.

L’andamento clinico della vitiligine, non curata, è assai imprevedibile, tuttavia la gran parte dei casi alternano fasi di stabilità a fasi di peggioramento intercalati da piccole fasi di miglioramento solitamente estive. Spesso pazienti riferiscono di essere spontaneamente guariti anni prima ma di aver avuto una ricaduta in seguito negli anni. Le zone più colpite sono sicuramente il volto, le estremità ed i genitali anche se ripetiamo che tutte le zone corporee possono esserne affette.
Da una nostra recente statistica si apprende che insieme la vitiligine si formano, in oltre il 30% dei casi, dei nei con alone bianco che sono chiamati “Halo nevi di Sutton” da colui che per primo mi osservò, e che inoltre il 50% dei casi si assiste alla formazione di ciuffi di capelli o di peli bianchi.

A sostegno della innocuità della malattia sotto un profilo fisico vi è il fatto che la vitiligine ha colpito molte persone famose, per citarne solo alcuni: Michael Jackson, Francesco Cossiga, Andy Warhol etc.

come si formano le chiazze di vitiligine e come guariscono

La colorazione della cute dipende da diversi pigmenti, quello maggiormente presente e più scuro è la melanina (in realtà si dovrebbe dire le melanine, perché ve ne sono due diverse), che viene prodotta da una cellula della pelle chiamata melanocita.
I melanocita è la cellula bersaglio nella vitiligine, infatti essa risulta scomparire durante la formazione delle chiazze, mancando dunque il produttore della melanina viene meno questo pigmento e la zona di cute assume il suo colorito base cioè il bianco.

Esistono molte ipotesi sulla scomparsa dei melanociti nella vitiligine, ma quella che ha maggiori prove scientifiche è la teoria autoimmune.
L’autoimmunità è un processo patologico in cui il proprio sistema immunitario colpisce e danneggia un nostro organo, le malattie autoimmuni sono moltissime e assai frequenti nella popolazione, la vitiligine è senza dubbio una di queste.

Dunque nella vitiligine il sistema immunitario colpisce e distrugge i melanociti in un errore che potremmo definire un “eccesso di difesa”.
I melanociti non sono eterni ma come tutte le cellule, nascono crescono e muoiono in un ciclo di ricambio è molto lento e parte da delle distinte aree della cute dette “nicchie staminali”, dei punti cioè dove vi sono le cellule progenitrici dei melanociti e cioè i melanociti staminali. Queste nell’epidermide sono prevalentemente localizzabili nei bulbi piliferi, sia dei peli e dei capelli ma anche di quella finissima peluria che ci ricopre integralmente la cute ad eccezione del palmo delle mani e delle piante dei piedi.
Da recenti ricerche sembra che il bersaglio dell’attacco autoimmunitario siano proprio i melanociti staminali, che di conseguenza non riescono più a formare i melanociti adulti.
Le chiazze si formerebbero dunque per un mancato ricambio dei melanociti al livello dell’epidermide e non tanto per una distruzione dei melanociti adulti.

Da questa teoria, ormai piuttosto confermata, ne deriva l’aspetto clinico delle varie fasi della vitiligine che noi utilizziamo per valutare la corretta terapia.
In una fase di iniziale peggioramento infatti è frequente osservare due possibili quadri morfologici la depigmentazione puntiforme e la decolorazione del bordo.
Nella depigmentazione  non puntiforme si osserva la formazione di piccoli puntini bianchi solitamente dintorno a un pelo che nel tempo, se non trattato, si allarga centrifugamente si unisce ad altri vicini formando così una nuova chiazza o allargando una preesistente.
Nella decolorazione del bordo invece si nota che al bordo della chiazza si forma una colorazione intermedia fra quella della cute sana e quella della vitiligine, se osservato nel tempo questo bordo diventerà del tutto acromico come il resto della chiazza. Quando la vitiligine stabile, il suo bordo, è ben netto e non vi sono né punti bianchi nei bordi decorati.

Il miglioramento della vitiligine, sia spontaneo che indotto da terapia, si manifesta attraverso la formazione di punti scuri all’interno della chiazza anche in questo caso dintorno a un pelo.

Risultato dopo soli 7 mesi di terapia di una giovane donna, la ripigmentazione è di oltre il 90% della cute affetta da vitiligine

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Completa ripigmentazione di Vitiligine segmentale di giovane ragazzo dopo 4 mesi di terapia.

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Vitiligine le forme cliniche

le forme cliniche di vitiligine sono due: la vitiligine bilaterale e la vitiligine monolaterale (anche detta segmentale) in rari casi le due forme possono essere presenti contemporaneamente.

LA VITILIGINE BILATERALE O VOLGARE

Nella vitiligine bilaterale anche detta volgare (Volgare da volgo cioè popolo, dunque la forma più popolare), le chiazze si formano più o meno simmetricamente su ambedue le metà corporee (sia quella destra che quella sinistra), le sedi più frequenti sono quelle citate prima e cioè il volto, gli arti e i genitali.
Questa forma di vitiligine è quella più frequente e costituisce oltre il 90% dei casi, da una nostra ricerca si evince che oltre il 50% dei pazienti hanno una superficie corporea affetta inferiore al 10%, mentre solo il 4% dei pazienti hanno una quantità di vitiligine che supera il 50% della superficie corporea. Quando si parla di vitiligine in generale si identifica la forma bilaterale, ma in base alla disposizione delle macchie vengono distinti dei sottotipi, ad esempio:

  • la vitiligine acro faciale, che colpisce solo il volto e le estremità (forma più frequente di vitiligine)
  • La vitiligine genitale, che colpisce solo questa sede
  • La vitiligine generalizzata, quella che si estende per una superficie maggiore del 70% della pelle.
  • La vitiligine mucosa, che colpisce prevalentemente le mucose di bocca e genitali
  • La vitiligine perinevica, che si caratterizza per la sola presenza di Halo nevi di Sutton

LA VITILIGINE SEGMENTALE O MONOLATERALE

Questa forma di vitiligine costituisce il restante 10% circa dei casi, si caratterizza per la formazione di una o poche chiazze di vitiligine in una sola metà corporea (la destra o la sinistra).
La peculiarità di questa forma è anche dovuta al percorso che questa o queste chiazze sembrano descrivere, l’epiteto “segmentale” è infatti dovuto al fatto che queste chiazze sembrano colpire un solo segmento di pelle. Anche in questo caso, le chiazze di vitiligine, possono comparire in qualunque segmento corporeo ma più frequentemente al volto.
La vitiligine segmentale anche altre particolarità, in questi pazienti infatti la probabilità di avere un familiare affetto da vitiligine è assai minore, così come inferiori sono i casi di patologie autoimmuni associate. Sotto un profilo di andamento clinico, la vitiligine segmentale, è caratterizzata da una progressione molto lenta, anche la ripigmentazione è più lenta rispetto a quella bilaterale, ma assai più stabile.
È difficile infatti assistere a un peggioramento una volta che si induce un miglioramento clinico, e i casi di cui abbiamo indotto la decolorazione totale non sono mai ricaduti.

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Vitiligine segmentale mandibolare

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Vitiligine segmentale mascellare

LA VITILIGINE MISTA

La forma mista non è una vera e propria forma di vitiligine, ma la formazione di chiazze di vitiligine bilaterale in corso di una vigile segmentale o viceversa. La forma mista di vitiligine è piuttosto infrequente, tuttavia non rarissima, sembra coinvolgere il 10% delle forme segmentali ed il 2% delle forme bilaterali.

malattie associate alla vitiligine

In corso di vitiligine si possono presentare anche altre malattie di natura autoimmune, le più frequenti sono:

  • Tiroidite di Hashimoto
  • Celiachia
  • Orticaria
  • Psoriasi
  • Depressione
  • Diabete
  • Gastrite atrofica

La più frequente di tutte è la tiroidite Hashimoto, soprattutto nelle donne di età superiore a 40 anni. La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune caratterizzata dall’attacco del sistema immunitario verso le cellule della tiroide. Inizialmente questo attacco non causa diminuzione della funzione della ghiandola tiroidea, che tuttavia deve essere monitorato attraverso degli esami del sangue specifici e l’ecografia tiroidea.
Un buon sistema per eseguire una diagnosi è quello di eseguire esami del sangue tesi a scoprire la presenza di anticorpi rivolti verso componenti della tiroide, ed in particolare la tireoglobulina e la tiroeperossidasi.
Nel caso in cui si trovassero gli autoanticorpi citati positivi, la diagnosi di tiroidite di Hashimoto è fatta, è opportuno completare la diagnosi con un’ecografia tiroidea che solitamente riscontra un quadro ecografico disomogeneo.
Dalla positività degli anticorpi alla vera e propria malattia, possono passare anche molti anni, e data la difficoltà con la quale si individuano i primi segni clinici di tiroidite di Hashimoto è opportuno eseguire annualmente gli esami del sangue per rilevare i livelli di ormoni tiroidei, in particolare: TSH, FT3 e FT4.

Vitiligine nei bambini

La cute dei bambini è sempre molto chiara è per questo piuttosto difficile accorgersi delle prime chiazze di vitiligine, inoltre esistono varie malattie che possono indurre delle chiazze che rendono più difficile la diagnosi precoce. Le terapie della vitiligine nei bambini vengono appositamente studiate per loro, dal momento che terapie normalmente prescritte negli adulti possono non essere adatte a un organismo in accrescimento.
Il bambino affetto da vitiligine, soprattutto se in età scolare, deve essere osservato ed eventualmente aiutato in quanto la presenza delle macchie può indurre un cattivo rapporto con gli altri bambini e con gli adulti che non conoscono la vitiligine.

La diagnosi di vitiligine nei bambini è estremamente importante poiché il trattamento precoce della vitiligine può indurre una decolorazione totale che altrimenti si verificherebbe con estrema difficoltà.
Fra le malattie che possono essere confuse con la vitiligine, le più frequenti sono: 

CHIAZZE CUTANEE BIANCHE INSORTE PRIMA DI DUE ANNI DI VITA:

  • Nevo anemico
  • Sclerosi tuberosa
  • Nevo depigmentoso
  • Nevo di Ito
  • Ipopigmentazione post infiammatoria
  • Piebaldismo
  • Sindrome di Waardenburg
  • Sindrome di Tietz

Nei disturbi acromici vitiligine e piebaldismo sono caratterizzati dall’assenza di melanociti epidermici. A differenza della vitiligine, il piebaldismo è presente alla nascita e rimane stabile per il resto della vita. Di solito la cute intorno alla chiazza è normalmente pigmentata possono esserci delle isole di colore all’interno della macchia depigmentata. Le lesioni sono classicamente distribuite  su metà fronte, il tronco anteriore e metà degli arti, e non sono quasi mai vicino alla linea mediana.
Nei pazienti che presentano piebaldismo è importante ricercare le caratteristiche della S. di Waardenburg (WS) quali: eterocromia delle iridi, e ampia radice del naso.
Nella WS di tipo 1 è presente anche il distopia del canto interno (vedi figura). Nella WS 2 sono presenti anche difetti sensoriali.
Nella WS3 oltre alle caratteristiche della WS1 vi sono difetti degli arti. La WS4, inoltre ai difetti della WS1 ha anche la malattia di Hirschsprung. In un bambino che presenta caratteristiche di Piebaldismo è importante valutare queste caratteristiche. Quando alla WS2 è anche associata la mutazione del gene per il fattore di trascrizione associato alla microftalmia, si parla di Sindrome Tietz che si associa a perdita variabile dell’udito.

NEI BAMBINI CON SINGOLA CHIAZZA IPOCROMICA, LA DIAGNOSI DIFFERENZIALE PRINCIPALE VA POSTA CON:

  • Nevo depigmentoso
  • Macchie a «foglia di frassino» della sclerosi tuberosa
  • Nevo anemico
  • Ipomelanosi di Ito

Le cause più comuni, in caso di chiazza singola in bambini sotto i 2 anni di età, sono il Nevo Depigmentoso e Sclerosi Tuberosa.
Nevo Depigmentoso e Sclerosi Tuberosa hanno istologicamente un minor contenuto di melanina epidermica, ma per cause differenti.
La diagnosi di Sclerosi Tuberosa è più semplice quando sono presenti più di una chiazza (solo il 10% dei pazienti ha una singola lesione cutanea ipocromica). Quando le macchie sono «tipiche» si presentano arrotondate ad una estremità e appuntite al capo opposto (vengono definite a "foglia d'acero").

Solitamente le chiazze ipocromiche sono la prima manifestazione di Sclerosi Tuberosa, mentre gli angiofibromi e le altre caratteristiche cutanee appaiono dopo il 5° anni di vita.

Il Nevo Anemico è dovuto ad una anomalia vascolare localizzata nella quale i vasi hanno una risposta ipersensibile alle catecolamine, può essere distinto dalle anomalie della pigmentazione in alcuni modi:

  • Usando la diascopia, il Nevo Anemico appare simile alla pelle circostante
  • Usando la luce di Wood il Nevo Anemico non aumenta di contrasto
  • Usando una punta smussa per graffiare linearmente la pelle (attraversando cute sana e Nevo Anemico), si nota che la risposta eritematosa è fortemente accentuata solo nel nevo.

Ipomelanosi di Ito è un termine descrittivo di ipopigmentazioni solitamente striate che si presentano durante l’infanzia. Non è una diagnosi specifica e può verificarsi come conseguenza di diversi tipi di anomalie cromosomiche che perturbano vari geni rilevanti per la pigmentazione cutanea. Sebbene le configurazioni caratteristiche sono spirale e lineare, le lesioni possono essere anche irregolare. D’altro canto, vi è una variante di Nevo Depigmentoso che consiste in ipopigmentazione segmentale o lineare e che può sovrapporsi clinicamente con la Ipomelanosi di Ito.
Alcuni ricercatori hanno utilizzato il termine “ipopigmentazione nevoide lineare” per comprendere entrambe le condizioni. Dopo la diagnosi di ipomelanosi di Ito, è essenziale escludere anomalie sistemiche associate, che si verificano in circa un terzo dei bambini, che colpiscono il sistema nervoso centrale e muscolo-scheletrico sistemi e particolarmente il cuore. Le lesioni nella ipomelanosi di Ito tendono a seguire le linee di Blaschko. 

CHIAZZE BIANCHE CUTANEE INSORTE IN DI ETÀ MAGGIORE DI DUE ANNI:

  • ipopigmentazione post infiammatoria
  • ipopigmentazione post infettiva
  • eczema
  • pitiriasi alba
  • Pitiriasi lichenoide cronica
  • Lichen scleroso & Morfea
  • Micosi fungoide
  • Lichen striatus

Una causa comune di chiazze ipopigmentate post infiammatorie nel bambino oltre i 2 anni è la Pitiriasi Alba (tipica del volto ma anche in altre superfici, vedi foto in luce di Wood di una chiazza).
Altre forme post infiammatorie possono essere dovute ad altri eczemi anche in associazione con la dermatite atopica, alla pitiriasi lichenoide cronica, al lichen striatus o ad effetto avverso di corticosteroidi topici.
Quando un bambino si presenta con numerose macule ipopigmentate di 3-6 mm la Pitiriasi Lichenoide Cronica deve essere presa in considerazione.Nel Lichen Striatus, le chiazze ipopigmentate, seguono tipicamente le linee di Blaschko, anche se dovrebbero anche essere presenti piccole papule piatte per avvalorare l’ipotesi diagnostica da un punto di vista clinico. Fra le forme post infettive di ipopigmentazione cutanea, quella a seguito della varicella è fra le più comuni.
Quando alle chiazze ipocromiche si associano anche aree con atrofia epidermica devono essere considerate nella diagnosi disturbi come: Lichen Scleroso(molto pruriginoso e solitamente a localizzazione genitale), morfea (variante con discromatosi “sale e pepe” ), e la variante ipopigmentata della Micosi Fungoide(la micosi fungoide è  rara in verità nel bambino, dove però si presenta spesso con la variante ipopigmentata).

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i farmaci che la peggiorano la vitiligine

Abbiamo detto che la vitiligine insorge fra i 10 ed i 15 anni di età, tuttavia è di sempre maggior riscontro una vitiligine all’insorgenza “tardiva”, insorge cioè oltre i 40 anni. Queste forme sono normalmente bilaterali e colpiscono frequentemente il volto, le estremità e di genitali. Spesso nell’adulto, la vitiligine, colpisce delle aree del volto che sono spesso risparmiate nelle forme tipiche.
Aree classiche nella vitiligine dell’adulti sono ad esempio le guance e la fronte, e molto raramente sono colpite nelle forme infantili. La vitiligine che colpisce gli adulti solitamente ha un inizio molto rapido e frequentemente in primavera.
Questo tipo di vitiligine ricolora solitamente bene e rapidamente grazie alle terapie, tendendo però a ripresentarsi ad un anno di distanza, ragione per la quale chiediamo a tutti pazienti completamente ripigmentati estrema attenzione o una visita di controllo annuale.

E' importante rivolgersi subito al dermatologo esperto in vitiligine per scongiurare, attraverso la terapia, il coinvolgimento di aree corporee molto più lente nella ricolorazione come le mani e i piedi.

i farmaci che peggiorano la vitiligine

Anche se l’etiologia e la patogenesi (causa e estrinsecazione ndr.) della vitiligine non sono ancora del tutto conosciute, è chiaro che la malattia si presenti attraverso meccanismi autoimmunitari in soggetti geneticamente predisposti in maniera del tutto imprevedibile. Esistono tuttavia casi di vitiligine indotta da farmaci (o facilitata, chi può mai dire se in questi soggetti la vitiligine si sarebbe presentata comunque in un secondo momento anche senza l’assunzione di questi farmaci?).
Anche i meccanismi attraverso i quali certi farmaci o medicazioni inducono vitiligine sono non del tutto chiari, tuttavia è certo che alcuni farmaci inducono vitiligine.

I PRINCIPALI MECCANISMI ATTRAVERSO I QUALI LA VITILIGINE PUÒ ESSERE INDOTTA DA FARMACI SEMBRANO ESSERE:

  • I farmaci che inducono e attivano i linfociti T citotossici (un tipo di globuli bianchi) che combattono gli antigeni dei melanociti
  • I farmaci che danneggiano le fibre del sistema nervono simpatico (inclusi i nervi della cute) connessi ai melanociti da sinapsi nervose
  • Farmaci che hanno un effetto tossico diretto sui melanociti

I FARMACI ED I MEDICAMENTI CHE SONO CORRELATI CON LO SVILUPPO DELLA VITILIGINE, AD OGGI CONOSCIUTI, SONO:

  • Anticonvulsivanti come la carbamazepina, l’acido valproico, il Clonazepam e la fentoina
  • Farmaci antimalarici come la clorochina e la Chinina (o Chinino che dir si voglia)
  • Farmaci per il Parkinson come il Tolcapone e la Levodopa
  • Alcuni farmaci per l’alopecia areata come il Difenciprone ed il Dibutil Estere dell’Acido Squarico
  • Altri farmaci come l’Interleuchina-2, l’Interleuchina-4, gli Interferoni, l’Infliximab, la Flufenazina, la Clofaximina, la Dopamina, l’Idrochinone (ed i suoi derivati), i beta bloccanti, il Ganciclovir, e l’Insulina lispro (Humalog)

Tutti i farmaci ad oggi conosciuti, qua mostrati, sono “importanti” e la loro assunzione non può avvenire per caso ma solo per curare malattie piuttosto serie.

la dieta e la vitiligine, quali le vere correlazioni

La dieta ha una alta importanza nella vitiligine ma non come si potrebbe immaginare, infatti, se consideriamo che la vitiligine è uniformemente distribuita su tutto il globo, risulta chiaro che ci dovrebbero essere delle differenze importanti da popolazione a popolazione data l'estrema differenza di alimentazione che riscontriamo nei vari paesi del mondo, questo invece non accade, la vitiligine infatti ha più o meno la stessa incidenza in qualsiasi paese.

In realtà esiste un popolazione, in un villaggio della romania, dove l'incidenza della vitiligine è molto più alta che nel resto del mondo (almeno per quanto si sa ad oggi) ma questo è dovuto al fatto che essendo un villaggio molto isolato geograficamente dal resto del paese, i suoi abitanti sono molto correlati geneticamente e dunque se un soggetto è stato affetto da una forma familiare di vitiligine anche gli altri hanno una elevata probabilità di avere lo stesso difetto genetico.

Detto questo però non significa che la dieta non abbia importanza nello sviluppo e nella terapia della vitiligine.

E' molto probabile, ed è fonte di ricerca presso il nostro Istituto, che il microbiota intestinale e cutaneo (l'insieme di batteri, funghi e virus che abitano la mucosa del nostro intestino e della pelle) abbiano un ruolo importante nella nascita e guarigione della vitiligine. I microorganismi che abitano il nostro intestino e la nostra cute infatti hanno funzioni di regolazione del sistema immunitario molto importanti, non è improbabile che microrganismi inducano una risposta autoimmune verso i melanociti e dunque inducano la vitiligine. Essendo il microbiota intestinale fortemente influenzato dalla dieta, non è difficile supporre che una dieta errata possa facilitare lo sviluppo di un microbiota inducente la reazione autoimmunitaria caratteristica della vitiligine.

Per questo motivo nelle nostre terapie stiamo molto attenti alla dieta dei pazienti e consilgiamo molto spesso terapie normalizzanti il microbiota intestinale.

La vitiligine oggi e nella storia

La vitiligine è una malattia della pelle, non infettiva e non contagiosa, caratterizzata dalla presenza di macchie bianche (acromiche) che possono comparire su qualunque parte della superficie cutanea.

Secondo recenti statistiche, la vitiligine, colpisce dall’1 al 2% della popolazione Italiana e mondiale senza significative differenze di sesso o etnia.

La citazione più antica di una malattia che può essere interpretata come quella che oggi consideriamo essere la vitiligine, è approssimativamente del 15º secolo a.C. nel papiro di Ebers, dove sono menzionate due tipi di malattie che causano il cambiamento del colore della pelle. Uno di questi può essere interpretato come la lebbra (dove papiro dice che non si può fare niente per essa), l'altra invece sembra essere caratterizzata solo dalla mancanza di pigmentazione ed è probabilmente la vitiligine (Nair 1978). 

Dello stesso periodo, ma in India, possono essere trovate le citazioni in antichi scritti Vedici come l’Atharva Veda (koranne & Sachdeva 1988). In questo caso il termine “kilas” che deriva dalla parola sanscrita “kil” che significa “bianco” ma anche “che va via”. Nella traduzione del 1905 dell’Atharva Veda il termine “kilas” è equiparato a vitiligine. La vitiligine è citata anche in antiche collezioni di preghiere shintoiste del 1200 a.C. Per il trattamento di questi disordini, sia nell'antico Egitto che in India veniva utilizzata la psoralea corylifolia o Amni majus, che veniva applicata variamente elaborata sulle chiazze di pigmentate seguita poi da l'esposizione solare.

Una maggior enfasi sulle chiazze bianche veniva data dalla letteratura greca. Erodoto le 400 a.C. scrive nel suo libro Clio, che gli stranieri di che soffrono di queste lesioni, devono avere peccato contro il sole e che dunque devono andar via dal paese immediatamente (Goldman 1966oldman 1966).

La Bibbia si riferisce alcuni condizioni della pelle usando la parola ebrea “Tzara” nel capitolo 13º del levitico del vecchio testamento. Questo termine attualmente allude a molte differenti patologie della pelle. Alcune di queste sono state interpretate come segno del peccato, con il quale nella teologia ebraica si simbolizza una punizione mandata da Dio. Esiste una diatriba importante sul termine Tzara, si suppone infatti che questo termine indichi delle chiazze bianche ma non necessariamente la vitiligine. La radice di questa controversia può essere trovata negli eventi occorsi intorno a 250 a.C. quando Tolomeo II chiese la traduzione della Bibbia in greco in modo da renderla comprensibile a un'ampia popolazione. In tutti i punti in cui l'essere umano viene dichiarato sporco per ragione di “Tzara” la scuola Settuaginta traduce con la lebbra senza riguardo per la terminologia dermatologica già presenti al tempo (levitico cap XIV, 34). La confusione che nasce da questa definizione è una causa importante delle stigmate sociali attaccate alle macchie bianche sulla pelle indipendentemente che siano dovute alla lebbra, alla vitiligine o ad altre cause cutanee.

Anche se già Celso nel suo De Medicina (V° libro del trattato enciclopedico De Artibus) distingue la vitiligine da altre condizioni di ipomelanosi circoscritta, con l'alto medioevo si assiste di nuovo ad una completa identificazione fra quadri leucodermici e lebbra e si dovrà attendere il rinascimento per ridelineare la vitiligine come quadro idiopatico a se stante, con l'opera di maestri come Mercuriale o Gorroeus; tuttavia ancora nel '700 alcuni padri della Dermatologia come Plenck, Willan e Bateman confondono vitiligine ed altre ipomelanosi secondarie.

La distinzione definitiva della vitiligine come quadro clinico a se stante arriva nella cultura medica nel 1832 con la pubblicazione del "Monographie des dermatoses" da parte del barone Jean-Louis-Marc Alibert, che inserisce la vitiligine nel suo “albero delle dermatosi”, fra i disordini discromici della pelle.

La vitiligine ha influenzato quella che viene considerata da alcuni la più importante corrente artistica della seconda metà del 20º secolo, la pop art. (foto rappresentativa della pop art)

Il suo più conosciuto interprete, Andy Warhol, aveva la cute ed i capelli completamente depigmentati, in età adulta. Viene riportato nelle bibliografie di Andy Warhol che la sua cute ha iniziato a “diventare a macchie durante l'eta giovanile , dopo una febbre reumatica che gli ha causato anche la corea di Sydenham”. Ebbene mentre non si è mai vista una depigmentazione cutanea a seguito del ballo di San Vito, è stata riportata più volte l’insorgenza di una vitiligine a seguito di una febbre reumatica.

Oltre a essere diventato dichiaratamente ipocondriaco, a seguito di questi eventi, iniziò anche una serie di opere che forse non del tutto casualmente si intitolano “camouflage”

La vitiligine ha influenzato anche la pop music, il re indiscusso di questa musica, Michael Jackson aveva la vitiligine. Questa sembra abbia influenzato moltissimo la sua vita. Lo schiarimento della pelle di Jackson, nonostante lui ammetta che sia dovuto alla vitiligine, durante una famosa intervista con Ophra, diventa un motivo di attacco mediatico interpretandolo come desiderio di non appartenenza alla razza di colore.

Comunque in tutto il mondo, ancora, sono molti i motivi di discrimine per la vitiligine, come abbiamo visto perché può essere interpretata come punizione o stigmate divina, ma anche perché in alcune regioni del mondo il colore della pelle è motivo di appartenenza ad una casta, appartenenza minacciata dal colore diverso.

ECCO 10 SEMPLICI REGOLE PER LA VITILIGINE, SONO LA BASE PER UN TRATTAMENTO E DUNQUE PER UN BUON RISULTATO.

Eseguire gli esami del sangue una volta l’anno.

La vitiligine, a volte, si associa ad altre problematiche, soprattutto ma non solo, tiroidee, gli esami ci dicono se è così nel nostro caso

Eseguire una visita specialistica con un medico esperto di vitiligine.
Non traumatizzare la pelle.
Mantenere uno stile di vita regolare e salutare.
Seguire le terapie costantemente.
Seguire con attenzione la situazione delle chiazze in base al Vitiligo Activity Index una volta al mese.
Non seguire terapie se non consigliate da un medico esperto
Armarsi di pazienza e convincimento prima di iniziare un trattamento
Con i primi miglioramenti non modificare la terapia.
Pervenuti al risultato sperato di ricolorazione tenersi controllati una volta l’anno per 2 anni poi si può parlare di guarigione.

COME PRENOTO LA VISITA

La visita si prenota chiamando l’Istituto Dermacademy allo 050/8068110. La visita sarà eseguita da uno o più medici della equipe specializzati nella cura della vitiligine. Il Dottor Menchini è pressoché sempre presente in clinica, di cui è Direttore Sanitario e della quale sovrintende l’attività clinica e di ricerca.

CURA DELLA VITILIGINE ©2019

Dott. Giovanni Menchini - Via Darsena, 2, 56121 Pisa
Tel: +39 050 8068110 - Email: info@curadellavitiligine.it
P.IVA: 01546160506

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