Statistica della vitiligine

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Non mi fido molto delle statistiche. Perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media! Charles Bukowski

Abbiamo iniziato questo articolo volendo sdrammatizzare sull’importanza della statistica come scienza indagatrice della medicina, pur essendo anche noi del parere del nostro amico scrittore ci permettiamo di lavorarci insieme a voi per capire qualcosa di più sulla vitiligine.

Gli studi statistici sulla vitiligine sono molti, tuttavia in pochi hanno affrontato gli argomenti che citiamo in questo articolo e che grazie a voi, 2 anni fa abbiamo potuto indagare.

Nel corso di quest’anno, grazie anche a questo nuovo sito saremo in grado di sottoporvi altre indagini statistiche alle quali vi chiederemo di partecipare.

Hanno completato correttamente il questionario 569 utenti di cui 325 Femminee 244 maschi (in totale lo hanno iniziato 1035 utenti che tuttavia non hanno risposto del tutto alle domande o non hanno finito delle sezioni fondamentali del questionario)
L’età degli utenti affetti da vitiligine era compresa in un minimo di 3 anni (per i minorenni hanno risposto i genitori, naturalmente) ed un massimo di 69 anni (una media di 34.46 anni). Vediamo punto per punto gli argomenti trattati.

Età di esordio della vitiligine

Per quanto riguarda l’età di esordio della vitiligine: abbiamo effettuato questo grafico che mostra un picco di incidenza compreso fra i 15 ed i 20 anni, consono alla letteratura scientifica.

Tuttavia si può pensare che per capire correttamente l’età di insorgenza dovremmo avere tutti pazienti di 80 anni e chiedere loro a che età hanno osservato la prima chiazza.

Per cercare di fare questo abbiamo elaborato un altro grafico, assai più complesso, dove abbiamo messo a confronto l’età di insorgenza in 4 gruppi di pazienti in base alla loro età, e cioè: 1° gruppo tutti i pazienti, 2° gruppo quelli maggiori di 10 anni, 2° i maggiori di 20 anni, 3° maggiori di 30 anni e 4° gruppo quelli che hanno una età maggiore di 40 anni. Come si può vedere dal secondo grafico, la fascia di età degli utenti sopra i 40 anni non mostrano il picco a 20 anni, ma l’incidenza continua ad aumentare sino a 35-40. Questo che è un dato del tutto nuovo e che richiede conferma da parte di altri gruppi di ricerca.

Per quanto è nostra esperienza, basata sull’osservazione di tutte le fotografie dei pazienti che hanno avuto la prima chiazza dopo i 40 anni, la disposizione delle chiazze è del tutto peculiare e diversa da quella degli altri pazienti.

In particolare si riporta la formazione di chiazze di vitgiligine nelle aree “sebacce” cosa assai infrequente in tutti gli altri pazienti, sia quelli affetti da vitiligine bilaterale che quella segmentale. per questo motivo abbiamo deciso di denominare questa forma come vitiligine seborroica, non perchè abbia a che vedere con le ghiandole sebacee, ma perche le chiazze sono molto frequentemente localizzate in queste aree, come si denomina anche una forma di psoriasi detta appunto “sebo-psoriasi” in base alla disposizione delle aree affette.

Tipo di vitiligine

Vi abbiamo chiesto quale tipo di vitiligine avete, fornendovi solo 3 possibilità: Vitiligine bilaterale (la classica), vitiligine bilaterale acro faciale (un sottotipo della prima dove però le chiazze sono localizzate solo al viso ed alle estremità) e vitiligine segmentale che è caratterizzata da una o poche macchie che descrivono una sorta di percorso e che sono da una sola parte del corpo (o la metà destra o la sinistra), bene ecco le vostre risposte: non hanno risposto 20 utenti dei 569, e di quelli che hanno risposto il 74,3% ha affermato di soffrire della vitiligine bilaterale, il 17,9 della bilaterale acro-faciale ed il 7,8% della segmentale.

In realtà esistono forme miste nelle quali la vitiligine segmentale si presenta in corso di vitiligine bilaterale e viceversa, tuttavia sono talmente pochi i casi che abbiamo preferito non confondere gli utenti con possibili risposte fuorvianti.

I numeri che riportiamo non si discostano da quelli forniti in letteratura scientifica internazionale e questo ci fortifica nel aver fatto bene il nostro lavoro.

La vitiligine in famiglia

Vi abbiamo chiesto se nella vostra famiglia è presente qualcuno affetto da vitiligine oltre voi (limitando la famiglia ai genitori, nonni, zii di primo grado e figli), per comprendere quanto sia presente la familiarità nella vitiligine. Le risposte sono state assai sorprendenti, infatti, nel grado di parentela richiesto, gli utenti hanno affermato di avere almeno 1 parente affetto da vitiligine nel 31,3% dei casi.

Questo è un valore piuttosto alto e dunque lo prendiamo con la dovuta cautela, anche perchè questo genere di dati sono falsamente stimati in basso dal momento che è molto più facile avere un parente con vitiligine senza saperlo (perchè prematuramente scomparso o reticente sulla malattia o con chiazze in zone nascoste o perchè non ha mai fatto diagnosi etc) piuttosto che falsamente positivi, dunque la familiarità nella vitiligine è sicuramente più alta di quanto emerso da questo studio.

Nei con alone bianco

Come sicuramente sapete esistono dei nei che possono manifestare un alone bianco intorno al loro perimetro, questi vengono chiamati halo nevi di Sutton, dal nome del loro scopritore. Questi halo nevi sono presenti sia con che senza vitiligine, possono essere uno, pochi o moltissimi ed anche in questo caso sia con che senza vitiligine. Il loro rapporto con la vitiligine è del tutto poco chiaro ed appunto per questo abbiamo deciso di indagare la loro presenza nei nostri utenti.

Allattamento
L’allattamento artificiale è il bersaglio preferito della mistificazione scientifica, viene infatti imputato a questa pratica l’aumento di incidenza di qualsiasi malattia, compresa la vitiligine. Ci siamo dunque chiesti a quale tipo di allattamento erano stati sottoposti i nostri utenti affetti da vitiligine, per vedere se l’allattamento artificiale avesse una rilevanza statistica. I dati (evidenziati nel grafico sottostante) sembrano dar torto a questa correlazione, infatti ben il 72,3% dei nostri utenti è stato allattato al seno materno.

Gravidanza

Abbiamo analizzato 203 gravidanze portate a termine di utenti donne, per esaminare se la gravidanza era in qualche rapporto con l’insorgenza della loro vitiligine. I risultati si possono vedere nel grafico. L’80,7 % delle gravidanze NON hanno influenza sull’esordio della vitiligine, infatti il 50,2% delle gravidanze a termine è avvenuto quando le pazienti avevano già la vitiligine ed il 30,5% riferisce di aver visto la prima chiazza di vitiligine molto dopo la gravidanza mentre solo il 4,4% riferisce di aver visto la prima chiazza di vitiligine in gravidanza ed il 14,8% pochi mesi dopo.
Anche per le interruzioni di gravidanza i dati sembrano mostrare lo stesso andamento ma i numeri sono troppo bassi per poterlo affermare con certezza.
Dunque, per cosa asseriscono i dati, non abbiate paura della gravidanza perché non sembra che questa bellissima condizione influenzi l’insorgere della vitiligine in maniera statisticamente significativa.