Vitiligine e malattie associate

Quello delle malattie associate alla vitiligine è un argomento che viene spesso citato quando si tratta di prendere in esame questo disturbo. L’analisi delle patologie associate – definita anche “comorbidità” in gergo scientifico – può infatti dare delle informazioni preziose a proposito di una determinata malattia, utili per far aumentare le nostre conoscenze sull’argomento e quindi funzionali al progresso nella cura.

Cosa si intende per “malattie associate”?

In ambito sanitario, per malattie associate (o comorbidità) si intende la coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo. La definizione può essere riferita a due o più patologie che coesistono simultaneamente ma in maniera indipendente l’una dall’altra oppure far riferimento a malattie che compaiono secondariamente all’insorgenza di una patologia di fondo. In particolare, conoscere le malattie associate è utile per poter valutare al meglio il rapporto tra costi e benefici nel momento di scegliere quale trattamento adottare per la cura di una particolare condizione morbosa, quindi se i rischi e i costi di una terapia aggressiva sono superiori ai vantaggi che il paziente può ottenere.
Nei pazienti affetti da vitiligine si evidenzia in alcuni casi la presenza di altre malattie, la maggior parte delle quali di natura autoimmune. Tra queste, nello specifico facciamo riferimento alla Tiroidite di Hashimoto, alla celiachia, al diabete di tipo 1 e alla gastrite atrofica. Andiamo a vedere nel dettaglio ognuna di queste patologie:

Tiroidite di Hashimoto

La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune che provoca un attacco da parte del sistema immunitario verso le cellule della tiroide. Nonostante inizialmente questo attacco non causi una diminuzione della funzionalità della ghiandola tiroidea, questa deve essere in ogni caso monitorata con esami del sangue specifici e con un esame ecografico della tiroide da ripetere ogni anno.
Nel processo di diagnosi, un sistema efficace è quello di eseguire esami del sangue volti a individuare la presenza di anticorpi rivolti verso componenti della tiroide, in particolare la tireoglobulina e la tiroeperossidasi.
Se queste analisi evidenziano la presenza degli autoanticorpi appena citati la diagnosi di tiroidite di Hashimoto è certa. In questo caso è opportuno completare la diagnosi con un’ecografia tiroidea, che solitamente riscontra un quadro ecografico disomogeneo.
Dalla positività degli anticorpi alla comparsa della tiroide di Hashimoto possono passare anche molti anni. Poiché individuare i primi segni clinici di questa patologia è particolarmente complicato, è opportuno eseguire annualmente gli esami del sangue per rilevare i livelli di ormoni tiroidei, in particolare TSH, FT3 e FT4.

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Celiachia

La celiachia è una malattia di natura autoimmune dovuta ad una reazione dell’organismo all’assunzione di alimenti contenenti glutine, una proteina presente nel grano, nell’orzo e nella segale, oltre che nel frumento, nell’avena, nel farro, nella spelta, nel kamut e nel triticale. L’assunzione di glutine scatena negli individui affetti da celiachia una risposta immunitaria a livello dell’intestino tenue, una reazione che a lungo andare provoca un’infiammazione che a sua volta danneggia il rivestimento dell’intestino tenue, impedendo l’assorbimento di alcuni nutrienti.
Il danno che si crea nell’intestino può avere come conseguenze la perdita di peso, uno stato di gonfiore e in alcuni casi la diarrea. Tra gli altri organi che possono essere danneggiati a causa di questa patologia si possono citare il cervello, il sistema nervoso e il fegato, i quali possono essere privati del nutrimento vitale.

Diabete tipo 1

Il diabete di tipo 1 è una forma di diabete che in passato veniva chiamato “diabete infantile”, visto che si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza. Nonostante questo, non sono rari i casi di insorgenza in età adulta.
Il diabete di tipo 1, chiamato anche mellito, è una patologia di natura auto-immune, poiché è causata dalla produzione di auto-anticorpi che attaccano le cellule Beta, le quali sono deputate alla produzione dell’insulina all’interno del pancreas.
La conseguenza di questo attacco auto-immune è la riduzione di questo ormone, il cui compito specifico è quello di regolare l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule. Questo causa un eccesso di glucosio nel sangue, identificato con il termine di iperglicemia.
In situazione di scarsità di insulina il corpo non riesce a utilizzare gli zuccheri assunti attraverso l’alimentazione, che vengono così eliminati attraverso le urine. L’organismo è così costretto a produrre energia in altri modi, nello specifico attraverso il metabolismo dei grassi, meccanismo che ha come conseguenza la produzione dei cosiddetti corpi chetonici. L’accumulo di corpi chetonici nell’organismo, se non si interviene per tempo, può avere conseguenze molto pericolose fino a condurre al coma.

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Gastrite atrofica

La gastrite atrofica metaplastica autoimmune è una malattia autoimmune che colpisce le cellule parietali della parete gastrica, causando ipocloridria e ridotta produzione di fattore intrinseco, una glicoproteina sintetizzata dalle cellule parietali della mucosa gastrica. Le conseguenze più significative di questa patologia sono il malassorbimento della vitamina B12 e in molti casi lo sviluppo di anemia perniciosa.

La psoriasi è una malattia associata alla vitiligine?

Nel corso degli anni molto è stato detto a proposito del rapporto tra vitiligine e psoriasi, con quest’ultima che è stata a lungo considerata erroneamente una patologia associata alla vitiligine. A far luce sull’argomento è intervenuto un contributo fondamentale, grazie ad un articolo che esclude definitivamente il rapporto di comorbidità tra i due disturbi.
L’articolo, pubblicato nel 2012 sul Journal of Cutaneous Maedicine and Surgery da Michael Sawchuk, Frank Spano e Wei Jing Loo, si poneva l’obiettivo di svolgere un’analisi approfondita della letteratura scientifica per determinare se i casi di psoriasi tra i soggetti affetti da vitiligine fossero più numerosi del previsto e viceversa. Per l’analisi sono stati utilizzate le tre più importanti riviste di settore e sono stati presi in esame tutti gli articoli scritti in lingua inglese tra il 1968 e 2010 dedicati alla compresenza di vitiligine e psoriasi.
Nei 338 articoli presi in esame, si evidenzia che la prevalenza di psoriasi tra i pazienti affetti da vitiligine e viceversa non si discosta in maniera significativa da quella riscontrata tra la popolazione di base oggetto dello studio.
In conclusione, lo studio del 2012 non ha dimostrato quanto atteso, l’aumento della prevalenza della psoriasi nelle persone con vitiligine, o viceversa, suggerendo invece che la coesistenza delle due condizioni è dovuta al caso. “Per dimostrare con certezza che la psoriasi è più comune nelle persone con vitiligine e viceversa – conclude l’abstract dell’articolo – sono necessari ampi studi epidemiologici”.
Nonostante vitiligine e psoriasi possano essere considerate due patologie abbastanza simili da un certo punto di vista, se si considerano i rischi aumentati di entrambe si vede come le differenze siano evidenti. Per rischio aumentato si intende l’aumento della probabilità di contrarre un’altra malattia che caratterizza il soggetto affetto da una determinata patologia. Ad esempio, la psoriasi porta con sé un rischio aumentato di melanoma, epiteliomi di varia natura, linfomi, ipertensione, malattie metaboliche come il diabete e malattie cardiache, un rischio di patologie che la vitiligine non ha. Anzi, in alcuni casi, come in quello del melanoma o degli epiteliomi, il rischio è diminuito in maniera pronunciata. I soggetti affetti da vitiligine hanno invece un rischio aumentato di contrarre le disfunzioni tiroidee, la dermatite atopica, la celiachia, il diabete di tipo 1, la gastrite atrofica e l’alopecia areata.
In ultima istanza, la presenza di vitiligine e psoriasi insieme sembrerebbe essere legata semplicemente ad un fatto statistico: ricordiamoci infatti che stiamo parlando di una patologia che colpisce il 4-5% della popolazione (la psoriasi) e di un’altra che ne colpisce circa l’1%, quindi esistono evidentemente molti individui che sono affetti da entrambe.

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